CXVIII. A tardo passo al sospirato loco
Rime varie
A tardo passo, al sospirato loco,Cui solo abbella di mia donna il volto,Dopo dodici lune ho il pié rivolto;E fortuna a me par più mite un poco.
Ma, per lo pianger lungo, io son sì fioco,L’ingegno in nebbia così densa è avvolto,E intero il cor sì nel dolor sepolto,Che al canto invan l’alta mia Diva invoco.
Pur, sì invasa ho di lei la mente, e il pettoCaldo così, che parmi, anco senz’arte,Abbiano i miei sospiri a dar diletto.
Ma s’io m’inganno, almen sfogato in parteAvrò quel dolce vario-mesto affetto,Che me dal volgo, e da me stesso, parte.
Comments
Loading comments…