III. Avviticchiati ignudi e bocca a bocca
Rime varie
Avviticchiati, ignudi, e bocca a boccaSoavemente inserta, in roseo lettoGiaccion Venere e Marte: oh qual dilettoNel dar, nel render baci, a entrambi tocca!
Languida voluttà, dolcezza fioccaDal di lei ciglio tremulo umidetto;Marte esala sospir dall’igneo petto;Quand’ecco rete insidïosa scocca:
Ecco apparir gli Dei, cui trae lo scabroVulcan, che altero del felice evento,Mostra di sue vergogne essere il fabro.
Ridon gli Dei; ride Vulcan, ma a stento:Stretti i duo amanti in un, non muovon labro:D’esser Marte ogni Nume ha in se talento.
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