LV. Già un dolce fiato in su le placid'ale
Rime varie
Già un dolce fiato in su le placid’aleDi vento soavissimo, che spiraDi là dove il mio ben l’aure respira,A confortar ne vien mia vita frale.
Già, se non fine, almen tregua al mio maleM’annunzia quanto intorno a me si aggira;Già il mio cor meno indarno omai sospira;Già già la speme al rio timor prevale.
Febo, pria che tre volte in mar l’auratoFervido carro tuo la esperid’ondaAccolga, alquanto mi vedrai beato.
Oh, qual mai gioja il petto egro m’inonda,Nel dir: Tra poco il riveder m’è datoQuella cui niuna è pari, nè seconda!
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