LXX. Non giunto a mezzo di mia vita ancora
Rime varie
Non giunto a mezzo di mia vita ancora,Pur sazio e stanco del goder fallaceSon di quest’empio, traditor, mendaceMondo, che i vizj apertamente onora.
Ma, se noja e dolor così mi accora,Perchè non cerco la immutabil paceLà dove in boschi solitaria giace,E di vergini rose il crin s’infiora?
Ritrarmi in porto, ove in tempesta riaVittima (oimè) di stolte ingiuste voglie,Vive fra pianti e guai la donna mia?
Non fia, no, mai: qual più martìro accoglie,Più grata a me stanza piacevol fia:Sol m’è pace il divider le sue doglie.
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