VII. Greca fronte nomar deggio o divina
Rime varie
Greca fronte nomar deggio, o divina,Quella, cui negro il crin serpeggia intorno,Qual nembo suol cerchiar la mattutinaStella foriera di sereno giorno?
Greca, dich’io per certo, e peregrina,Se miro al suo gentil dolce contorno:Ma, se all’alto splendor, cui l’occhio inchina,Ch’ella è celeste cosa a dir pur torno.
So che l’egregio Apelle, e Fidia industreA Giuno, a Palla, a Cinzia, a CiteréaDavan fronte simìl; ma in mortal veste.
So che tal fronte ancora Elena avea.Paride sol potrìa, giudice illustre,Questa a dritto appellar greca, o celeste.
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