XCIX. Se all'eterno fattor creder potessi

Rime varie

Se all’eterno fattor creder potessiCosa esser grata un vile ozio devoto,O se finger di crederlo sapessi,Giurerei forse oggi di Bruno il voto.

Dell’ampio mondo traditore il vuoto,I casi varj e sempre pur gli stessi,E l’aspra noja, e il rio languor mi è noto;Nè più vedrei, se in lui mill’anni io stessi.

Parte di me miglior, mia donna, m’odi:O insieme in solitudine rimotaVivremo un giorno in dolci e lieti nodi;

O ch’io, vivo sepolto in terra ignota,Sempre piangendo, cantando tue lodi,Sospirerò che morte mi percuota.

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