XCVI. Mentr'io più mi allontano ognor da quella

Rime varie

Mentr’io più mi allontano ognor da quella,Ch’ora i suoi dì strascina al Tebro in riva,Sol mio diletto è il far sempre più vivaMia doglia, e il viver tutto immerso in ella.

Spesso, mia lingua in flebil suon l’appella;E l’alma voce, che già il cor mi apriva,Par mi risponda, così addentro arrivaLa rimembranza pur di sua favella.

Pietade e pianto nel mortal mio esiglioSono i miei soli duo fidi compagni;L’una il cor mi governa, e l’altro il ciglio.

Nè v’ha infelice che con me si lagni,Ch’io di soccorso, lagrime, o consiglio,Pietosamente lui non accompagni.

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