XXIX. O di terreno fabro opra divina
Rime varie
O di terreno fabro opra divina,Pario spirante marmo, immagin viva,Che di favella, ma non d’alma, priva,Finor sedevi di beltà reina:
Cedi il regno, che il cielo omai destinaA mortal donna, a cui null’altra arriva;Cui forse invidia la tua stessa DivaNata fuor dell’azzurra onda marina.
Arte, audace assai troppo, ogni sua curaPosta in formar di te cosa perfetta,Già parea di sua palma irne sicura;
Ma, lunga etade a soggiacer costretta,Dal suo letargo è sorta al fin Natura,E fa questa mirabile vendetta.
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