CIII. Dolore per la lontananza della sua donna
Rime varie
Mesto son sempre; ed il pianto, e la noja,Dell’inutil mio viver son le scorte:Ma il dolor, che alla speme ancor le porteSchiude, non vuol ch’io viva, e non ch’io muoja.Quindi adirato, e torbido, ogni giojaSfuggo piú assai, ch’altri non sfugge morte;E son mie poche doti intere assorteNell’ozio, che i piú belli anni m’ingoja.
Fin ch’io mi stava di mia donna al fianco,Mi porgean l’alme suore alto diletto,Né mai di apprender sazio era, né stanco.Privo di lei, son privo d’intelletto;Ogni senno e virtude in me vien manco,«Pien di malinconia la lingua e il petto».
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