CL. Lo agita il pensiero che la sua donna debba morire prima di lui

Rime varie

Quanto piú immensa, tanto men fia audaceD’amor la gioja, a cui forte aspro frenoE il creder sempre, o il paventare almeno,Ch’abbia a troncarla ria sorte fallace.Ond’io, quand’essa piú il mio cuor compiace,Se in rime avessi ad isfogarla appieno,Il mio cantar saría tristo inameno,Qual d’uom che in preda a grave dubbio giace.Donna mia, per cui tanto io sospirava,Or che le prische cure al cor moleste,Tutte, lo averti al fianco mio, sgombrava;Or mi si fanno in nuovo aspetto infeste.Io sempre tremo, che la Morte prava,Te pria furando, orridi guai mi appreste.

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