CLXXVI. Non può frenarsi dallo scrivere
Rime varie
Pregno di neve gelida il deformeVorticoso äer bigio forte stride;Ma il tristo fiato, ch’ogni fiore uccide,Frenar non può de’ carmi miei le torme.Spini ingrati son forse ed irte formeTai carmi, a cui crudo Aquilone arride?O a me fiamma cotanto il cor conquide,Che avvampo io sol, mentr’altri agghiaccia e dorme?D’ostinato rimar la fonte ignoro;So, ch’io tacer non posso: altri poi sveliSe ferro eran mie’ versi, orpello, od oro.Febo, a te parlo intanto; e invan mi celiDegli almi raggi il bel vital tesoro,Poiché il mio canto in tenebre non veli.
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