CLXXVIII. Al proprio stemma
Rime varie
L’adunco rostro, il nerboruto artiglio,Le poderose rapide sonanti
Ali, e il fiso nel Sole ardito ciglio,Son dell’aquila prode alteri vanti.Da tal nobile augello io ’l nome piglio:Forse i miei prischi l’aquile tonanti,Che vincitrici fero il Ren vermiglio,Portaro un dí, sotto l’acciar sudanti.Donde ch’ei nasca, egregio è il nome ed alto;Mi è grato; io ’l pregio; e il sosterrò, se basto,Con ali e rostro e artigli e cuor di smalto.Già di affissare in lui miei sguardi il castoFebo mi diè: chi muoverammi assalto,S’anco Giove mi affida il fulmin vasto?
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