CLXXXIV. Confessa la propria incostanza in amore
Rime varie
Qual radicata immobil rupe estolleSull’onde immense la superba cimaSchernendo in vita l’impotente limaDei flutti il cui picchiar nulla ne tolle;Tal io vorrei (brama orgogliosa e folle)Con mente immota e di sapere opima,Di niuna umana passïon far stima,Dal petto esclusa ogni fiducia molle.Ma scoglio no, pieghevol canna o fioreMal securo in suo fievol breve steloSon io, ben so, qual chi obbedisce al core.Arte nostra è il pensar: ma è don del cieloQuel sentir che ci fa servi ad Amore,Quel ch’io senza arrossir, Donna, ti svelo.
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