CLXXXIX. Alla Contessa, che stava dipingendo il ritratto del Poeta
Rime varie
Donna, o tu che all’età vegnenti apprestiIn questa tela un monumento industre,Che in un l’arte tua bella e il quadrilustreAffetto tuo ver me costante attesti;Deh, come vera riprodur sapestiQuesta mortale mia spoglia palustre!Deh, qual piú salda, e piú che l’altra illustre,Vita seconda a’ miei sembianti or desti!Forse in quest’opra tua mirando un giornoQualche alta coppia di amator beati,Staran pensosi al bel lavoro intorno;Poscia esclamar si udranno: «Oh fortunati:«Duran lor fiamme ancor, degli anni a scorno!» —E gli occhi avran di lagrime bagnati.
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