CLXXXVII. Conforta la Signora a sopportare coraggiosamente la povertà
Rime varie
Di sangue egregia, in signoril venturaTu pur fra gli agj omai mezza la vita
Trascorsa avevi, o Donna mia, securaCentra ogni stral di povertà sgradita.Sorta è la vil tirannide, che furaA tutti tutto; e ognor vieppiú s’irrítaQuanto piú impingua la sua prole oscura,Che ai delitti, famelica, la invita.Ricchi fummo, or siam poveri; e tra poco,Mendici forse anco saremo, o Donna,Prosperando sí ben dei servi il giuoco.Strugger può inedia la terrestre gonna;Non di noi spegner, no, quel nobil fuoco,Che sol delle ben nate alme s’indonna.
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