CXIX. Dinanzi al ritratto de' quattro grandi poeti italiani
Rime varie
Quattro gran vati, ed i maggior son questi,Ch’abbia avuti od avrà la lingua nostra,Nei lor volti gl’ingegni alti celesti,Benché breve, il dipinto assai ben mostra.Primo è quei che scolpía la infernal chiostra;Tu, gran padre d’amor, secondo resti:Terzo è il vivo pittor, che Orlando inostra:
Poi tu, ch’epico carme a noi sol desti.Dalla gelida Neva al Beti adusto,Dal Sebéto al Tamigi, eran mie fideScorte essi soli, e il genio lor robusto.Dell’allor, che dal volgo l’uom divide,Riman fra loro un quinto serto augusto:Per chi? — Forse havvi ardir, cui Febo arride.
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