CXXI. Perché ami la sua donna
Rime varie
Candido cor, che in su bel labro staiDi quella schietta che il mio tutto io chiamo;Per te, piú sempre che me stesso io l’amo;Tu piú m’incendi, che i suoi negri rai.Chi di beltà, chi di lusinghe, e assaiColti son d’arti e di menzogne all’amo;Non io; che in prova, libertà non bramo;E l’anno è il nono de’ miei lacci omai.Un dirmi ognor soavemente il vero,Ancor che spiaccia; ed a vicenda, un breveSdegno in udirlo, indi un perdon sincero;
Un profondo sentire in sermon lieve;Infra il lezzo del mondo animo intero:Bei pregi, a cui servir non fia mai greve.
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