CXXV. Ira e mestizia
Rime varie
Due fere donne, anzi due furie atroci,Tor non mi posso (ahi misero!) dal fianco;Ira è l’una, e i sanguigni suoi ferociSerpi mi avventa ognora al lato manco;Malinconia dall’altro, hammi con vociTetre offuscato l’intelletto e stanco;Ond’io null’altro che le Stigie fociBramo, ed in morte sola il cor rinfranco.Non perciò d’ira al flagellar roventeCieco obbedisco io mai; ma, signor d’essa,Me sol le dono, e niun fuor ch’io la sente.Non dell’altra cosí: che appien depressaLa fantasia mi tien, l’alma, e la mente..A chi amor non conosce, insania espressa.
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