CXXXIV. Perché abbandonò la città nativa
Rime varie
Chi ’l crederia pur mai, che un uom non vile,Per amar troppo il bel natío suo nido,Sordo apparendo di natura al grido,Spontaneo il fugga, quasi ei l’abbia a vile?Eppur quell’un son io: ma in cor gentileFar penetrar l’alta ragion mi affido,Che mi sforza a cercare in stranio lidoCome ardito adoprar libero stile.Sacro è dover, servir la patria; e tale(Benché patria non è là dove io nacqui)L’estimo io pur; né d’altro al par mi cale.Quindi è, che al rio poter sotto cui giacqui,Drizzai da lungi l’Apollíneo strale,E in mio danno a pro d’altri il ver non tacqui.
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