LXVIII. Lingua umana non può adeguatamente lodar la Contessa

Rime varie

Chi vuol laudare la mia donna, tace;Tanta lo prende nuova maraviglia,Ché impresa ei troppo stimerebbe audace,Parlar di cosa, cui nulla somiglia.L’invidia pur, che in suo livor si sface,

Spesso a biasmarla arditamente piglia;Ma poi vedendo che biasmata piace,Anch’essa di tacer si risconsiglia.Per tutto ov’ella in sua beltade passa,Un non so qual dolce tremor nel core,E un profondo silenzio addietro lassa.Ciascun vuol farle, e non sa come, onore:Con sua modestia ella ogni orgoglio abbassa;E tutti abbaglia l’alto suo splendore.

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