LXXII. Nemmeno i cavalli gli dànno diletto, privo della sua donna

Rime varie

Di destrier giovincelli un bel drappello,Forti non men che nobili d’aspetto,Ch’io stesso in Albïon tra molti ho eletto,Meco or ne viene, ed io di lor mi abbello.Là nel paese dilettoso e bello,Cui suo lungo servir fa nullo e abbietto,Spero oltre l’Alpi addurli, ove dilettoE salute trarrò dal lor piè snello.Oh come lieto il mio cammin saria,Se al fianco avessi la persona viva,Come ho l’immagin della donna mia!Ma, senz’essa, piacer mai non mi arrivaAl cor ben dentro; o parmi, ovunque io sia,Morte ogni cosa, che di lei sia priva.

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