LXXXV. Sulle infelici condizioni dell'Italia

Rime varie

Quattrocent’anni, e piú, rivolto ha il cielo,Da che il Tosco secondo, in carmi d’oroSi dolse aver canuto Italia il pelo,E morta essere ad ogni alto lavoro.Che direbbe or, s’ei del corporeo veloRipreso il carco, all’immortal suo alloroStar sí presso mirasse il crudo geloD’ignoranza, che fa di sé tesoro?

E se sapesse, ch’ei non è piú inteso;E, men che altrove, in suo fiorito nido,Ch’ora è di spini e di gran lezzo offeso?E s’ei provasse il secol nostro infido?E s’ei sentisse or dei re nostri il peso?E s’ei vedesse chi di fama ha grido?

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