X. Dinanzi ad una statua di Venere

Rime varie

O di terreno fabro opra divina,Pario spirante marmo, immagin viva,

Che di favella, ma non d’alma, priva,Finor sedevi di beltà reina:Cedi il regno, che il cielo omai destinaA mortal donna, a cui null’altra arriva;Chi forse invidia la tua stessa DivaNata fuor dell’azzurra onda marina.Arte, audace assai troppo, ogni sua curaPosta in formar di te cosa perfetta,Già parea di sua palma irne sicura;Ma, lunga etade a soggiacer costretta,Dal suo letargo è sorta al fin Natura,E fa questa mirabile vendetta.

Comments

Loading comments…