XC. Gioisce e soffre nell'avvicinarsi alla sua donna

Rime varie

Dodici volte in mar l’astro sovranoTuffò il bel carro, e dodici n’è sorto,Da che il volo drizzai ver l’alto portoDi pace, altrove ricercata in vano.

E, se il fermo sperar non torna vano,Pria che il dí terzodecimo sia morto,A nuova vita io mi vedrò risorto,Mercé i belli occhi e il volto sovrumano.Mancan poch’ore a cosí immensa gioja,Cui quanto appresso piú, men creder oso;E temo il punto, e m’è il protrarlo noja.Eppur mi è dolce lo stato amoroso,In cui par mille volte il dí si muoja,Il temer meno, chiamasi riposo.

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