XI. Meraviglie prodotte dall'apparire della sua donna

Rime varie

Che fia? mi par che in ciel il Sol sfavilliOltre l’usato assai; l’aer piú sereno,Di mille odor soavemente pieno,Par che ambrosia celeste in cor mi stilli.Di tuo proprio splendor cosí non brilli,Natura, mai; né credo il bel terrenoSacro a Venere avesse il dí sí ameno,L’aure sí dolci, i venti sí tranquilli.Or veggio, or veggio alta cagion, che muoveA pompeggiare ogni creata cosaFogge vestendo alme, leggiadre e nuove.Di sua magion, qual mattutina rosa,Spunta colei che può far forza a Giove,E si avanza ver me tutta amorosa.

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