XLII. Al Petrarca, intorno alle sue pene d'amore
Rime varie
È questo il nido, onde i sospir tuoi casti,Cigno di Sorga, all’aure ivi spargendo?Qui di tua donna privo, in lutto orrendo,Del tuo viver l’avanzo a lei sacrasti?In quelle angosce, che sí ben cantasti,Io pure immerso (ahi misero!) vivendo,
Se di mio supplicar te non offendo,Vena ti chieggio che a narrarle basti.Quella, che sola in vita mi ritiene,È tal, che ai pregi suoi stil non si agguaglia;Onde, a laudarla, lagrimar conviene:Ma di quel pianto, che a far pianger vaglia;Di quel, con che scrivendo le tue pene,Muovi d’affetti tanti in noi battaglia.
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