XVIII. Amò altre volte, ma senza che Amore gli ispirasse nulla di buono
Rime varie
Adulto appena, alla festiva reggia
Mi appresentai dell’immortale arciero;E un biondo crin fu il laccio mio primiero,Mercé il gran Dio che il mondo signoreggia.Quindi, negli anni in cui piú l’uom vaneggia,Feci mio dolce ed unico pensieroAltra beltà dall’occhio ardente e nero:Senza uscir pur dalla volgare greggia.Sperava io poi d’ogni servaggio il fine;Nol volle Amore; e mi additò costei,Che negro ardente ha l’occhio, ed auro il crine.Mostrolla, e disse: In questa amar tu dei,Piú che il bel volto, le virtú divine,Ch’io per bearti ho tutte accolte in lei.
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