XXI. Non è vero quello che la Contessa dice: amar egli solamente le Muse
Rime varie
Apollo, o tu, cui le saette aurateDell’arcier vincitor d’uomini e DeiTrasser dal fianco sospirosi omei,Te Dio sforzando ad implorar pietate;S’io, qual mel penso, son tuo sacro vate,Se grati unqua ti furo i preghi miei,Oggi, deh! scendi a trar d’error costei,Che sol tue suore assévra essermi grate.Vieni, e le narra come a Péneo in riva,Servo tu pur d’amore, un dí seguistiDafne, posta in oblio la cetra e il canto.Dille, che in noi, piú che dei carmi, è vivaD’amor la fiamma; e al fin per te si acquistiFe, se non premio, al mio verace pianto.
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