XXVI. Contro la propria avarizia
Rime varie
Tempo già fu, cor mio, ch’ambe le chiaviTenea di te ben nata cortesia;Gentil costume, alto pensar ne uscia;Amor, fede, amistà, dentro albergavi.Ahi vil! qual veggio or di ferrate traviDura porta a virtú chiuder la via?Qual starvi a guardia macilente ArpiaChe dà sol varco a desir bassi e pravi?E in van pietade, amor, gloria, vergognaLor caldi strali saettando vannoIn lei che mai non dorme e sempre sogna?Cor mio, tu schiavo? e del peggior tiranno?Deh, cessa. Ad uom, che viver franco agognaServe ricchezze libertà non danno.
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