XXVIII. Disperazione, e speranza

Rime varie

Lasso! che mai son io? che a lento fuocoGià mi consumo, e appena appena io vivoTosto che m’ha della mia donna privoLa sorte, ancor che sia (spero) per poco?

Debile canna ondeggio ai venti giuoco;Or temo, or bramo, or vado, or penso, or scrivo;Ma il fin di tutto è ognor di pianto un rivo,Voler, poi disvoler, né aver mai loco.Or dico; Ardir, mio core; altrui se’ caro:Acquetati. — Che giova? (ei mi risponde)Viver senz’essa è piú che morte amaro.Medica man pietosa, alle profondeMie piaghe è tardo, è vano ogni riparo,Se a me il destin per breve ancor ti asconde.

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