Al benevolo lettore
Satire
Forse potria parer laudevol cosa,Le pazzie le laidezze i vizj umaniDissimular con penna peritosa,Poichè medici noi non siam pur sani:
Ma un’indomabil ira generosa,(Sieno i suoi feri dardi utili o vani)Non può frenarli, tanto l’alma è rosa;«E va nojando i prossimi e i lontani.»
Quindi, o tu ch’or benevolo qui leggi,Me non biasmar; ch’egli è mio solo scopoDar, più che agli altri, a me, del retto leggi.
I rei mordendo a lungo giuoco, è d’uopoChe l’oprare al gridar conforme echeggi. —Pria le Satire giudica, me dopo.
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